Incipit:
La definizione di un linguaggio che si articola su varie linee di ricerca
si presenta sempre oltremodo difficile. Non tanto per l'assenza, a volte
morbosa di forme se
mantizzate,
quanto soprattutto per la insistita stereotipia formale attuata con
sfumature di diversità a prima vista impercettibili. Già nel primo
gruppo di composizioni presentate da Sanfratello, quelle a più colori, si
oggettiva la presenza di un substrato misticheggiante, vagliato, forse
consapevolmente, coi criteri della psicologia analitica di Jung.
Altrettanto immediatamente però stupisce il rigore, e, stupisce ancora di
più, l'assoluta esigenza del rigore, quasi geometrico, di una matematica
elementare; il numero 9 per esempio come iterante struttura base di quasi
tutte le composizioni; il cerchio « iscritto » nel quadrato come nucleo
elementare di tutti gli elementi compositivi. 9, cerchio e quadrato:
esiste il dubbio se assegnarli alla simbologia dei mandala, con tutte le
implicazioni connotative di agganci a mitologie, codificazione quindi, che
sia cosciente o no, di un metalinguaggio semantizzato appunto dal codice
da cui gli elementi grafici sono stati estratti; o assegnarli invece a
quella componente di rigore cui l'autore si costringe per tener testa alle
contraddizioni esistenziali drammatiche che l'esperienza vitale può
procurargli.
1968 -Composizione N°132
acrilico su carta e colla, cm. 100 x 100