Incipit:
Entrare in merito ad una ricerca formale tentando di evidenziarne le
componenti è sempre un compito abbastanza arduo, nel caso della
produzione di Lorenzo Villa
l'impegno si accentua poiché lo strumento è al di
fuori della tradizione. Non è tanto il "sasso" come supporto
alla ricerca che colloca l'operazione in un campo non definibile, quanto
piuttosto l'approccio al materiale che appare ad una prima analisi ricco
di interessi ma senza una precisa linea di condotta; si rende quindi
necessario osservare l'evoluzione dello approccio e comprenderne il senso
ricostruendone l'aspetto storico. La fase "africana" e
"azteca" è il primo contatto con il materiale quasi che la
semplicità delle linee curve naturali del sasso lo rivestisse di alone
mistico rituale in qualche misura primigenio e gli donasse la dignità di
essere supporto alla raffigurazione di una divinità. La divinità è
rappresentata, documento di se stessa, vera in quanto è il supporto che
è vero, e non importa il legame formale fra supporto e l'immagine. Ma
Lorenzo Villa abbandona immediatamente questo tipo di costruzione quasi
che considerasse l'esecuzione o l'esercizio l'unico pregio del prodotto;
immediatamente il salto di qualità è evidente: il sasso determina le
curve, la materia determina gli spessori, il tono plastico dell'immagine
conclusa: basti guardare la fig. 3 e 4 dove l'icona si trasforma in ornato
e il colore del sasso determina la qualità del disegno.
1973 - Involuzione N° 3 (studio per
l'intaglio di un sasso)
china su carta, cm. 120 x 55