Incipit:
Con materiali lucidi, metallizzati e policromi Ludovico Muratori
costruisce le sue visioni, i suoi congegni, le sue strutture: dico
"costruisce", nel senso che
poche volte un oggetto figurativo rapportabile in qual- che modo alla
bidimensionalità del quadro pittorico può essere immaginato più
manualmente composto e realizzato (con una serie di interventi che vanno
dal ritaglio alla sovrapposizione, dall'incastro alla giustapposizione) di
quelli che escono dalla creatività applicata di questo scenografo.
Muratori non dipinge, ma compone forme diverse, preventivamente attuate,
secondo idee di struttura elementari e complesse nello stesso tempo,
apparentemente convenzionali e cariche di misteriosa suggestione. La prima
cosa sulla quale si può fissare l'attenzione del fruitore, di fronte alle
sue opere, è forse la natura del materiale che sta alla base della
tecnologia creativa di questi "quadri" metallici: si tratta di
superfici lucide, leggermente e opportunamente zigrinate che, riflettendo
l'illuminazione ambientale, si trasformano in generatrici di strane
tensioni vibratorie, in fonti quasi dirette di luce e di colorazione.
1971 - Piani e riflessi
smalti su lamiere e feltro, cm. 160 x 92