Incipit:
Da un libro che è stato un'idea, all'idea di utilizzare un libro per
organizzare un evento.
Il Giudizio
Universale di Valerio Miroglio non è soltanto la denuncia della censura
di Pio V all'opera michelangiolesca, ma è sopratutto la scommessa di un
artista di fronte ad un'opera di sempre: considerarla in uno spazio al di
fuori del tempo. Senza infingimenti, senza falsi timori o riverenti
impedimenti, con l'ironia fertile di chi ama ciò che sta prendendo in
giro, Miroglio reinventa lo spazio michelangiolesco con personaggi che
ritroviamo nella vita reale, con citazioni che affiorano quando meno te
l'aspetti.
La mostra organizzata al Salotto di Como si è trasformata in una giungla
di pannelli a grandezza naturale in cui coloratissimi e vestitissimi
personaggi dell'oggi si trafiguravano in vaghe riminiscenze di quello che
nella nostra memoria è il caos orgiastico e monocromatico del Giudizio
della Sistina.
Una sensazione di dissacrazione e insieme di riverente amore, un mix che
si fa teatro, azione, che travalica il concetto tradizionale della
pittura.
1981 - Il Giudizio Universale
(particolare)
acrilici su serigrafia su legno, cm. 145 x 86