Autore:Nichi Stefi
Editore: Hobby & Work Publishing
Anno: 2003
Incipit:
Nel primo volume dedicato a questa regione abbiamo descritto
soprattutto l’importanza storica di Aquileia, una sorta di capitale
nordorientale dell’Impero Roma
no. In questo volume mi pare necessario
rappresentare come è stato possibile che le due parti di questa regione
si separassero così nettamente.
Bisogna tener presente che il Friuli, ancora quando era abitato da
popolazioni celtiche, è il teatro delle fortissime e violentissime guerre
tribali fra tribù di pianura e le tribù della zona carnica di montagna.
Già allora cioè emergevano le due anime di questa regione in cui come in
un cul de sac si incontrato la fine delle Alpi e la fine dell’Adriatico.
Il dominio romano calma le lotte imponendo la sua pax che fa crescere
sopratutto Aquileia, ma tutto cambia nel VII secolo con l’avvento dei
Longobardi. Il Friuli era stato devastato da invasioni annichilenti, da
assedi lunghissimi e stremanti per tutto il periodo della lunga e lenta
agonia dell’Impero Romano, erano arrivati i primi Goti, poi gli Unni di
Attila, gli Avari, così quando i Longobardi elessero Cividale come
capitale del Friuli, la popolazione tirò un sospiro di sollievo perché
si sentì rappacificata e protetta. In realtà le invasioni continuarono e
perfino quando divenne una marca abbastanza potente del Sacro Romano
Impero non riuscì ad evitare una invasione delle orde ungare che misero a
ferro e fuoco campagne e città.