Autore:Nichi Stefi
Editore: Nibbio Italia
Anno: 1994
Incipit:
NelI'VIII secolo a.C. la Grecia conobbe una grave crisi agricola. La
maggior parte dei co
ntadini finì
con il perdere la propria terra e, da proprietari, diventarono braccianti
e schiavi. Alla crisi si innestò un forte incremento demografico che rese
ancora più precaria la situazione economica e sociale. Fu allora che
venne dato impulso alla colonizzazione delle terre al di là del mare con
la promessa ai coloni della piena proprietà delle nuove terre coltivate e
della liberazione dell'eventuale stato di schiavitù. L'emigrazione, e
quindi la colonizzazione, non si limitò alle coste di numerosi paesi del
bacino mediterraneo; le navi greche, infatti, si spinsero anche oltre le
colonne d'Erede, pronte a sfidare l'oceano. Dove arrivarono, in quelle
terre che per struttura e clima ricordavano la loro madre patria,
l'attività fervette. Ovunque i Greci diffusero la loro cultura che, nel
campo enologico, significava l'allevamento delle viti con impianti ad
alberello e la vinificazione in bianco: i loro vini erano chiari e dorati,
sapevano del sole che arroventava le terre che avevavo scelto. Oggi, quasi
tremila anni dopo, possiamo verificare che quelle antiche colonie ancora
oggi sono accomunate da alcune caratteristiche non solo ambientali, ma
anche culturali.